Difficoltà: Facile
Distanza: 10 km
Durata: 2,5 ore
Accessibilità passeggini: sì
Fermata mezzi alla partenza: Linee 3,4 e 16 (fermata Giardini Reali) o 24 e 27 (fermata Regina Margherita)
Fermata mezzi all’arrivo: Linee 15, 61 e 68 (fermata Sassi-Superga)
— Mappa completa dell’itinerario —
Si parte da largo Regio Parco, su cui si affacciano i ► palazzi del centro direzionale Italgas, costruiti a partire da fine Ottocento per la CEAT, che produsse cavi fino al 1981. Una passerella in cemento collegava i due edifici all’altezza dello slargo, ed è stata rimossa nel 2011. Il ► ponte alle vostre spalle ha sostituito dalla fine degli anni Sessanta il ponte ottocentesco che era detto “delle benne”, forse per via del passaggio di carretti per il trasporto di materiali. Prendete a destra il Lungo Dora Firenze e passate sotto gli alberi accanto al vecchio ospedale Maria Adelaide, attualmente dismesso. Seguendo l’andamento curvilineo del fiume arriverete al successivo ponte e allo ► slargo che è la “porta” di Borgo Rossini. Tra il pomeriggio e la sera è un luogo molto frequentato per i locali che vi si affacciano e molti giovani lo conoscono informalmente come “Le panche”.


Svoltate a sinistra in via Reggio e attraversate lo slargo, proseguendo nel successivo slarghetto dove inizia il viale di via Catania e dove potete apprezzare l’atmosfera raccolta del quartiere e i tanti locali che vi si affacciano. Seguendo l’andamento diagonale di via Reggio, svoltate poi a sinistra in via Parma, che percorrete fino a ritrovare corso Regio Parco. Sulla destra c’è una famosa pasticceria e gelateria che è sempre molto frequentata. Svoltate proprio sull’angolo del locale e proseguite sul corso. Più avanti, in mezzo alla rotonda che si apre all’intersezione con corso Verona, è “parcheggiato” un ► tram color acciaio, installazione e spazio per un collettivo di arte contemporanea cittadino.

Poco più avanti terminano le ultime case del quartiere e si apre l’area verde che precede corso Novara e il ► Cimitero monumentale. Al semaforo svoltate a destra e a breve distanza sul lato opposto del viale vedrete l’ingresso principale del camposanto. La prima pietra del complesso, nato per sostituire i vari piccoli cimiteri sparsi per l’area cittadina, è del 1829 e attualmente si organizzano visite guidate alla scoperta delle celebrità che hanno trovato l’ultimo riposo qui. All’incrocio successivo, in corrispondenza dell’ingresso al Monumentale, prendete a destra via Catania. L’ideale sarebbe camminare in centro al viale, da dove potete adocchiare le case che vi si affacciano, alcune di gusto particolarmente curioso, come quella al ► civico 35, in stile liberty.



Quando incrociate nuovamente corso Verona svoltate a sinistra e proseguite fino al fiume Dora, dove potete salire sulla passerella ciclopedonale che vi porta dall’altra parte, proprio in corrispondenza del ► Campus universitario “Luigi Einaudi”. Il complesso, che ospita tra l’altro le facoltà di Giurisprudenza ed Economia, è stato disegnato dallo studio dell’architetto inglese Norman Foster e inaugurato nel 2012 occupando parte delle aree ex-Italgas. A questo punto, se il campus è aperto, potete decidere se attraversarlo osservando la grande piazza circolare e le aule che si affacciano direttamente al piano terreno, oppure proseguire direttamente lungo viale Mai. Appena termina la mole del campus, sulla destra vi compaiono i due ► gasometri superstiti a ricordarvi la destinazione di quest’area per lungo tempo. È questa una zona ancora in transizione dal suo passato operai ed ex industriale alla nuova città universitaria.

Viale Mai diventa corso Farini e al semaforo incrociate corso Belgio, che dovete prendere sulla sinistra. Al semaforo successivo, dove corso Belgio e corso Tortona si incontrano, dovete attraversare lo slargo sul lato sinistro per imboccare via Fontanesi, che si divarica in diagonale. Attraversate qui un angolino di case popolari di primo Novecento, a ricordo dell’origine di Vanchiglia, questa parte della città. La via termina nell’omonima piazza, su cui si affaccia la ► chiesa di Santa Croce e dalla quale ritrovate la Dora. Attraversate il lungofiume e imboccate a destra il viale alberato che lo costeggia. Il turbinio d’acqua vi segnala il salto su cui è stata costruita nel 2020 una ► centrale idroelettrica alimentata dalla forza del fiume.

Un centinaio di metri più avanti il lungodora e corso Belgio si toccano. Attraversate entrambi (il passaggio pedonale si trova in corrispondenza della fontanella lato fiume) e prendete corso Chieti. Arrivate in piazza Enrico Toti e proseguite di taglio per l’area verde per imboccare via Oropa sulla sinistra. Poco più avanti si apre una piazzetta tra condomini di recente costruzione e vedrete le sagome di tre portoni: fino al 1998 qui era in attività la ► fabbrica chimica Schiapparelli, che aveva preso sede a Vanchiglietta dal 1935. La storia di questo angolo di città è ricordato dalla scritta “Schiapparelli” che compare sopra uno dei finti portoni del giardino.
Continuate lungo via Oropa; prima passate lo slarghetto con corso Brianza e al successivo slargo svoltate a sinistra in via Pallanza. Al successivo incrocio con via Oslavia gettate lo sguardo sulla destra per ammirare la basilica di Superga che si staglia in alto, tra i palazzi. Continuate su via Pallanza, attraversate ancora corso Belgio e proseguite, imboccando il vialetto pedonale accanto alla recinzione della scuola che vi porta a un’area parcheggio tra due grossi condomini. Proseguite e arrivate al fiume, che dovete costeggiare prendendo a destra. Poco più avanti incrociate la passerella ciclopedonale che conduce sull’altra sponda al Parco Colletta, area verde e sportiva amata dai torinesi, dove potete compiere una deviazione per poi tornare a questo stesso punto. Diversamente continuate sulla pista lungo il fiume. Dove il parco si allarga, mantenetevi a sinistra; più avanti, tra le fronde, potete scorgere la confluenza tra la Dora e il Po.


Proseguite lungo la pista nel prato (indicato dalla presenza di panchine) fino al ► Ponte Sassi, dove corso Belgio scavalca il Po. Il ponte, aperto negli anni ’20, divide Vanchiglietta da Borgo Sassi ed è il punto di partenza dell’itinerario Lungo il Po tra Sassi e il Valentino. Attraversate il ponte tenendovi sul lato sinistro e all’altra imboccatura scendete la sponda per raggiungere il viale alberato del Parco Michelotti, che segue il corso del Po. Procedete verso valle attraverso il parchetto dedicato alla brigata alpina Taurinense e poi sempre lungo il viale. A sinistra vedete la confluenza con la Dora dalla prospettiva opposta rispetto a prima. Il viale più avanti diventa strada asfaltata e corre alle spalle del ► cimitero di Sassi. Da qui il Parco Michelotti diventa Parco del Meisino e potrà capitarvi di scorgere tra i campi anche delle mandrie.


Continuate sulla stessa strada (che è diventata via Federico Nietzsche) anche quando torna a essere sterrata. Quando riappare l’asfalto, all’incrocio girate a sinistra; al fondo, la strada vi porterà sull’argine del Po. Proseguite a destra e avrete un’ampia veduta della seconda confluenza, quella tra il Po e lo Stura di Lanzo, molto più ampia di quella con la Dora. Seguendo la curva del fiume arrivate alla diga-ponte detta Del Pascolo. A questo stesso punto potete arrivare dall’incrocio di via Nietzsche semplicemente proseguendo dritto (percorso B). Passate sotto al ponte e continuate dritto sulla pista attraverso il parco. A un centinaio di metri a sinistra vi appare una vera e propria spiaggia fluviale, la ► spiaggia del Meisino, indicata da un grazioso portale in legno.


Sulla vostra destra appaiono il maneggio e poi il parcheggio della bocciofila del Meisino – che può essere un utile punto ristoro. Lasciatevi alle spalle la spiaggia e il fiume, prendete a destra, attraversate il parcheggio della bocciofila e imboccate la strada che vi arriva, costeggiando la recinzione del maneggio. Proseguendo presso un bivio quasi cento metri più avanti vi apparirà davanti la ► chiesa di Gesù maestro. Prendete a destra e poi subito a sinistra, imboccando Strada del Meisino. Andate avanti, superate la rotonda e proseguite lungo la stessa strada, che termina in uno sbarramento per le auto. Voi invece tenetevi sulla destra, attraversate sulle strisce e al semaforo passate sull’altro lato di corso Luigi Sturzo, scendendo poi il breve dislivello con la strada discendente davanti a voi, Strada del Cimitero di Sassi. Imboccatela verso sinistra e sarete presto in vista del cimitero (vi arrivate dall’angolo opposto rispetto a prima).
Quando arrivate all’incrocio svoltate a sinistra, riattraversate lo stradone (via Agudio) al semaforo e proseguite dritto lungo Strada del Cimitero di Sassi, che termina su corso Casale in corrispondenza dello slargo con la ► stazione della ferrovia a cremagliera per Superga. Alla vostra sinistra c’è la fermata dei mezzi per tornare verso il centro città. Diversamente da qui transita l’itinerario Lungo il Po tra Sassi e il Valentino sulla sponda destra del fiume, a cui potete ricollegarvi.



