Da Piazza d’Armi a Mirafiori antica

Difficoltà: Facile
Distanza: 9,5 km
Durata: 2,5 ore
Accessibilità passeggini:
Fermata mezzi alla partenza: Linea 10 (fermata Caserma Monte Grappa) – Linee 5, 64, 66 (fermata Orbassano) – Linea 14, 63 e 66 (fermata Costantino il Grande [dir. Sud] o Tirreno [dir. Nord])
Fermata mezzi all’arrivo: Linee 4, 34,38,39 e 41 (fermate Farinelli o Pavese)

— Mappa completa dell’itinerario —

La partenza del percorso (partenza A) è da piazzale Costantino il Grande. Prendete corso Monte Lungo tenendovi sul lato del parco dedicato ai Cavalieri di Vittorio Veneto. Notate le bocciofile adiacenti la passeggiata dove potreste incrociare gruppi di pensionati intenti alla conversazione o al gioco delle carte. All’angolo con corso IV Novembre proseguite a sinistra. In alternativa potete scegliere se partire da largo Orbassano (partenza B), ricollegandovi con il percorso Dal Martinetto alla Crocetta: in questo caso dovete solo imboccare corso IV Novembre tenendovi sul lato sinistro.
Mescolatevi tra le numerose persone che corrono o passeggiano, specie nei giorni festivi, seguendo il perimetro del parco. Osservate sulla sinistra il centro sportivo gestito dall’Esercito, e sulla destra la parata di edifici militari: prima il comando della Guardia di Finanza, poi l’ex-ospedale militare Riberi, ora sede del Dipartimento militare di Medicina legale. Alle vostre spalle, all’incrocio tra corso Monte Lungo e corso IV Novembre, si trova la caserma Monte Grappa, sede della Brigata alpina Taurinense. Sulla sinistra, sempre all’altezza degli impianti sportivi, si trova anche il monumento dedicato ai 19 caduti per l’attentato a Nassiriya, in Iraq, del 2003.

Terminata l’area sportiva infilate a sinistra all’interno del parco, nell’area nota come Piazza d’Armi, rinnovata in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006. Davanti a voi , all’altro capo delle “lame d’acqua”, vedete lo ► Stadio Olimpico e l’alta torre d’ingresso, nota come Torre di Maratona. Il complesso fu costruito nel 1933 come Stadio Mussolini in stile razionalista e dopo la guerra è stato noto semplicemente come Comunale, fino al profondo rinnovamento subito in occasione dei Giochi. Sulla vostra destra c’è una piccola area naturalistica (purtroppo chiusa ad agosto 2021). Proseguite avvicinandovi allo stadio e noterete l’alta torre bianca tubolare che si attorciglia in cima, dove nel 2006 ardeva la fiamma olimpica. Davanti a voi, i tre pinnacoli di bronzo che si ergono nel piazzale sono l’opera ► “Punti di vista” di Daniel Cragg.

Alla vostra destra prosegue corso Sebastopoli, sede di un vivace mercato; voi invece prendete a sinistra, passando davanti al ► Pala Alpitour, sede dell’hockey su ghiaccio durante le Olimpiadi e ora di vari eventi e concerti. Arrivati su corso Galileo Ferraris svoltate a destra. Dall’altro lato del viale vedete l’► ospedale Koelliker, fondato nel 1928 dall’industriale Enrico Koelliker come primo ospedale pediatrico della città; accanto a voi invece c’è la sede della ► Fondazione Teatro ragazzi e più avanti il centro acquatico e la ► piscina monumentale, costruita insieme allo stadio.

Poco prima dell’incrocio attraversate a sinistra, superate anche corso Unione Sovietica e imboccate via Filadelfia. Dopo un paio di isolati sulla sinistra appare il centro sportivo del Torino FC, che sorge sul sito dell’antico ► Stadio Filadelfia, storico campo del Toro tra il 1926 e il 1963. L’unico tratto di tribuna superstite del vecchio edificio (che cadde in disuso e fu poi in gran parte abbattuto nel 1997) è proprio quello che affaccia su via Filadelfia, e si mostra in tutto il suo malinconico deterioramento.

Svoltate a destra su via Taggia e attraversate l’interno di Borgo Filadelfia, che ha preso il nome, come lo stadio, dalla strada, fino a imbattervi nell’ampia ► piazza Galimberti. Attraversate il giardino verso sinistra; al fondo potete vedere l’ingresso principale ai Magazzini generali e, alle spalle, l’alto arco rosso che sorregge la passerella ciclopedonale che scavalca la ferrovia e mette in comunicazione Borgo Filadelfia con l’area del Lingotto. Per imboccare la passerella basta proseguire dritto infilandosi nei Mercati generali. Invece il nostro itinerario prosegue verso destra su via Giordano Bruno e poi a sinistra al primo incrocio. Vi trovate tra i ► Magazzini e il confine dell’ex ► Villaggio olimpico.

Entrambe le strutture, che fanno parte dell’ampio programma di sistemazione in occasione dei Giochi, come potete facilmente vedere hanno subito in seguito vicende travagliate e ancora non hanno trovato una sistemazione definitiva: i Magazzini attendono ancora di essere occupati e resi vivi da qualche ente o impresa, mentre per il Villaggio olimpico l’area che ora costeggiate è stata oggetto di occupazioni e solo recentemente liberata. Proseguite fino al fondo e svoltate a destra, nel vialetto tra le costruzioni del Villaggio e il muro che lo separa da via Zino Zini. Più avanti l’altra parte del Villaggio è diventata un comprensorio (chiuso da recinzione) e la differenza è evidente.

Procedete dando un’occhiata agli interni delle case più avanti – dove potrete scorgere anche orti nei cortili – e arrivate all’incrocio con via Bossoli. Al fondo a sinistra vedete il grande piazzale della stazione FS Lingotto. Svoltate a destra in via Bossoli e seguitela per tre incroci svoltando infine a sinistra in corso Corsica, che dovete seguire fino al suo termine, infilandovi nell’area verde che vi conduce a via Passo Buole. Attraversate ed entrate nel ► parco Di Vittorio. Aperto negli anni Cinquanta, il parco sorge sull’area un tempo occupata dal cimitero del borgo Lingotto. Attraversatelo in diagonale secondo il percorso che più vi piace e una volta dall’altra parte superate l’isolato di palazzi e raggiungete corso Traiano. Prendete a sinistra fino al semaforo con via Pio VII e poi a destra. Proseguite su via Pio VII fino al grande incrocio con via Onorato Vigliani.

Attraversate ed entrate nell’area verde. Sulla destra vedete gli impianti del Centro sportivo universitario (CUS). Dopo via Panetti, il lungo viale alberato davanti a voi vi introduce al parco Colonnetti, il più grande di Torino sud, che sorge sul campo dell’aeroporto Gino Lisa (prima ancora aeroporto Torino-Mirafiori), attivo dal 1910 al secondo dopoguerra e intitolato all’eroe della prima guerra mondiale. All’interno del parco ci sono alcune piccole aree lacustri dove potete incontrare diversi uccelli acquatici (e al limite anche qualche ratto…). Non c’è ovviamente un percorso “giusto” per attraversare il parco; qui se ne propone uno ma sentitevi liberi di indugiare e di scegliere i sentieri che preferite. In ogni modo una volta arrivati all’altro capo incrocerete strada Castello di Mirafiori.

Costeggiate il bordo del parco e attraversate dove un cartello blu indica direzione Vallere, In quel punto c’è un vialetto che prosegue oltre la strada. Percorretelo e tenetevi sulla destra e vi avvicinerete al muro di cinta del ► Mausoleo della Bela Rosin, che avete sicuramente già potuto scorgere da prima chiaramente per la sua cupola azzurra. Costeggiate il muro seguendo il sentiero e arriverete all’area verde prospiciente il cancello d’ingresso.

Il Mausoleo fu fatto costruire dai figli di Rosa Vercellana, storica amante e poi moglie di re Vittorio Emanuele II e conosciuta come Bela Rosin (Bella Rosina), che ottenne il titolo di contessa di Mirafiori. L’edificio fu terminato nel 1888 ed è una copia esatta del Pantheon di Roma. Negli anni Settanta e Ottanta, passato dagli ultimi eredi alla città, fu oggetto di vandalismi e saccheggi, fino al restauro del 2005 che lo ha riportato al suo aspetto iniziale. L’edificio è ora gestito dal sistema bibliotecario cittadino.

Nel punto in cui vi trovate, davanti al cancello del Mausoleo, si trovava un tempo il castello di Mirafiori, fatto costruire nel 1585 dal duca Carlo Emanuele I di Savoia come residenza di piacere fuori città, non lontano dal torrente Sangone. Il nome della tenuta, in onore della moglie del duca, figlia del re di Spagna, fu Miraflores, poi divenuto Mirafiori, da cui il nome dell’intera area. Dalla metà del Seicento i mutati gusti dei Savoia e gli avvenimenti naturali, tra cui le frequenti alluvioni del Sangone che infine si trovò a scorrere dov’è ora, a ridosso dell’edificio, fecero abbandonare il palazzo che infine fu smantellato. Se volete vedere cosa rimane del fastoso castello tornate sui vostri passi e imboccate il sentieri che scende ripidamente davanti a voi; sulla destra vedrete quanto rimane dei ► muraglioni delle terrazze che separavano un tempo il palazzo dai giardini che digradavano verso il torrente. Queste breve tratto purtroppo non è adatto per i passeggini perché molto ripido e sconnesso.
Se decideste di proseguire da questa parte vi si aprirebbe un’altra possibilità di trekking nel verde: poco più avanti una passerella scavalca il Sangone ed entra nel parco Boschetto, che si estende sui boschi appartenenti un tempo al parco del castello (e che si trovavano “al di qua” del torrente, prima che cambiasse corso) dall’altro lato del quale si trova l’abitato di Nichelino.

Tornate ora all’ingresso del Mausoleo e proseguite. Attraversate strada Castello di Mirafiori e imboccate a destra strada delle Cacce, che corrisponde all’antico viale che, diramandosi dalla strada per Stupinigi (ora corso Unione Sovietica) arrivava proprio all’ingresso principale del castello. Al primo incrocio svoltate a destra in via Verga: si entra qui in un’area di grandi palazzi popolari dalla trama un po’ disordinata che però è perfetta per girovagare e perdersi in un’atmosfera decisamente peculiare. Da via Verga svoltate in via Capuana e dopo il palazzo guardate a sinistra il ► giardinetto allestito con uno stile “fai da te”, su cui spicca la statua della Madonna al centro. Lasciate la strada e proseguite diritto tra i giardinetti che si infilano tra gli edifici, con le panchine e i tavolini. Svoltate poi a sinistra, prendete via Morandi e seguitela ancora a sinistra. Prima dell’incrocio con via Verga imboccate il vialetto pedonale che appare sulla destra. Percorretelo tutto e notate i cortili condominiali sulla sinistra e la stradina sterrata di villette a destra. Dopo i giardini Wallenberg incrocerete una bocciofila: seguite il sentierino che scivola sulla destra dei campi e vi porta in via Coggiola.

Davanti a voi, sull’altro lato della strada un poco sulla destra, inizia una strada lastricata. Imboccatela. Nello spazio di venti metri salterete dal boom edilizio degli anni Sessanta e Settanta a due-tre secoli prima. Siete entrati nel borgo antico di Mirafiori, nato nel Seicento proprio a servizio del castello e composto in gran parte di cascine, prima dell’esplosione della città tutto intorno che l’ha trasformato in una strana capsula del tempo. Al termine della stradina che avete percorso troverete un incrocio con una piazzetta decorata con sedili di cemento. Prendete a sinistra ma non dimenticate il bivio perché ci tornerete più tardi. Arrivate al semaforo e incontrate ancora una volta la strada del Castello di Mirafiori. Davanti a voi c’è la ► chiesa della Visitazione e di San Barnaba, costruita nel 1617 insieme a un convento cistercense (di cui non restano tracce). Prima i bombardamenti della Seconda guerra mondiale e poi il terremoto del 1980, che fece crollare il campanile, hanno mantenuto intatto solo il corpo della chiesa. Prima della costruzione del Mausoleo, i resti della Bela Rosin furono sepolti qui, in una cappella interna.

A destra del complesso parrocchiale infilatevi sotto l’insegna degli ► Orti generali e andate a dare un’occhiata a questo delizioso complessino di orti urbani, con aree aperte al pubblico, incluso persino uno spazio attrezzato con amache. Fermatevi a osservare le recinzioni, i pergolati, i cabinotti dai tetti in metallo e il verde stagionale che dà il meglio di sé. Proseguendo lungo la strada sterrata si scende a una fattoria didattica e ancora avanti si arriva alla sponda del Sangone; in alternativa si può allungare il percorso con una breve passeggiata attraverso il parco Piemonte, che occupa un’area verde stretta tra il Sangone e subito dietro la tangenziale, e corso Unione Sovietica con alcune baracche sullo sfondo.

Tornate indietro seguendo la strada che avete fatto, rientrate nel borgo antico di Mirafiori fino all’incrocio con i sedili in cemento: a destra c’è la vietta da cui siete arrivati prima. Per concludere l’itinerario vi si prospettano due soluzioni.
Proposta A: prendete a sinistra, attraversando l’ultimo tratto del passato antico del luogo. Lungo questo tratto si aprono infatti numerosi cortili di cascine ora trasformate a uso residenziale, passaggi rigogliosi di piante e aie riadattate a usi più moderni. La strada devia a destra e si spalanca immettendosi in corso Unione Sovietica. Imboccate il corso sulla destra e percorretelo fino al successivo incrocio con via Farinelli, dove si trovano le fermate dei mezzi pubblici.
Proposta B: all’incrocio riprendete la vietta da cui siete arrivate e tornate in via Coggiola, che imboccate a sinistra. In via Farinelli svoltate a destra e poi subito a sinistra in via Togliatti, passando davanti alla ► chiesa dei Santi Apostoli. Al secondo incrocio, il viale sulla sinistra è via Cesare Pavese, via di negozi dove si tiene il mercato di quartiere. Potete percorrerlo fino in fondo e ritrovarvi in corso Unione Sovietica, a solo una fermata di distanza dall’arrivo del Percorso A.

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